Apprendistato: il quadro normativo nel Jobs Act

apprendistatoIl decreto attuativo del Jobs Act sul Riordino Contratti, attualmente all’esame del Parlamento per i necessari pareri, riorganizza tutte le precedenti norme sull’Apprendistato in un unico testo. Tutte le norme sono contenute negli articoli da 39 a 45 del decreto stesso.

Tipologie di Apprendistato

  • apprendistato per la qualifica, il diploma e la specializzazione professionale;
  • apprendistato professionalizzante;
  • apprendistato di alta formazione e ricerca.

Contratto di Apprendistato
Il contratto va stipulato in forma scritta, contiene il piano formativo individuale, ha una durata minima di sei mesi. Al termine del contratto di apprendistato le parti possono recedere, se non lo fanno il contratto prosegue a tempo indeterminato.

Vanno rispettati i seguenti principi:

  • possibilità di inquadramento del lavoratore fino a due livelli inferiori rispetto a quello spettante in applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro ai lavoratori addetti a mansioni o funzioni con qualificazioni corrispondenti a quelle al conseguimento è finalizzato il contratto. In alternativa, è possibile stabilire una retribuzione dell’apprendista in misura percentuale e proporzionata all’anzianità di servizio;
  • presenza di un tutore o referente aziendale;
  • possibilità di finanziare i percorsi formativi aziendali degli apprendisti per il tramite dei fondi paritetici interprofessionali (articolo 118 della legge 388/2000, e articolo 12 decreto legislativo 276/2003), anche attraverso accordi con le Regioni;
  • possibilità del riconoscimento, sulla base dei risultati conseguiti all’interno del percorso di formazione, esterna e interna alla impresa, della qualificazione professionale ai fini contrattuali e delle competenze acquisite ai fini del proseguimento degli studi nonché nei percorsi di istruzione degli adulti;
  • registrazione della formazione effettuata e della qualificazione professionale ai fini contrattuali eventualmente acquisita nel libretto formativo del cittadino ;
  • possibilità di prolungare il periodo di apprendistato in caso di malattia, infortunio o altra causa di sospensione involontaria del lavoro, superiore a trenta giorni;
  • possibilità di forme e modalità per la conferma in servizio, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, al termine del percorso formativo, al fine di ulteriori assunzioni in apprendistato.

Gli apprendisti hanno diritto a assicurazione infortuni, maternità, assegni familiari, ammortizzatori sociali (NASpI).

Il numero complessivo di apprendisti per ciascun datore di lavoro, anche in somministrazione, non può superare il rapporto di 3 a 2 rispetto alle maestranze specializzate. Nelle aziende fino a 10 dipendenti, questo rapporto non può invece superare il 100%. Se il datore di lavoro non ha alle proprie dipendenze almeno tre lavoratori qualificati o specializzati, il numero massimo consentito di contratti di apprendistato è pari a tre. Fanno sempre eccezione le imprese artigiane.

Le imprese con almeno 50 dipendenti, per assumere nuovi apprendisti con contratto professionalizzante, devono aver stabilizzato, nei 36 mesi precedenti, almeno il 20% degli apprendisti. Se queste percentuali non vengono rispettate, è possibile assumere un solo apprendista con contratto professionalizzante. Gli eventuali contratti di apprendistato in eccesso, vengono considerati automaticamente contratti a tempo indeterminato.

Apprendistato professionalizzante

L’apprendistato professionalizzante è applicabile a giovani fra i 18 e i 29 anni (oppure dai 17 anni se il giovane ha già il diploma). E’ prevista una formazione professionalizzante sotto la responsabilità dell’impresa integrata da offerta formativa pubblica, interna o esterna all’azienda, per un monte complessivo fino a 120 ore nel triennio. Nell’ambito di questo contratto le Regioni possono prevedere la possibilità di acquisire la qualifica di maestro artigiano o di mestiere. Nel caso di lavori stagionali, i contratti collettivi possono prevedere specifiche modalità di svolgimento dell’apprendistato, anche a tempo determinato. Per le ore di formazione interne all’azienda è riconosciuta una retribuzione pari al 10% del dovuto.

 

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