Assicurazioni per le rinnovabili verso il boom

Il mercato dei prodotti assicurativi per le rinnovabili è alla vigilia di un’esplosione: entro la fine di questa decade ci si aspetta che raddoppi o che triplichi. Con investimenti mondiali nelle rinnovabili che da qui al 2030 si prevede raggiungano i 2mila miliardi di dollari – il 75% dei quali in eolico e fotovoltaico, per circa 900 GW di potenza – infatti gestire il rischio sarà sempre più importante.

A farlo notare è un nuovo rapporto di Bloomberg New Energy Finance, commissionato da Swiss Re, in cui si esaminano sei dei mercati più importanti al mondo per l’energia solare ed eolica: Australia, Cina, Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti. Per questi 6 mercati la previsione è che per assicurare parchi fotovoltaici e centrali eoliche in 7 anni si passerà a spendere dagli 850 milioni di dollari attuali a una cifra che andrà da 1,5 a 2,8 miliardi di dollari.

Oltre alla crescita del settore rinnovabili, a spingere i prodotti assicurativi sarà il maggiore sviluppo di settori delicati come l’eolico in mare e la necessità di coinvolgere nel settore investitori istituzionali che chiedono maggiori garanzie, come i fondi pensione.

Se nell’eolico offshore i rischi da cui difendersi sono principalmente tecnologici o legati al difficile ambiente in cui si costruiscono i parchi – ad esempio mareggiate che costringano a ritardi nel costruire i parchi, ecc. – per fotovoltaico e turbine a terra l’incertezza viene soprattutto da regolatori, mercato e rete: costi di sbilanciamento, congestioni di rete che costringono a fermare gli impianti, controparti che falliscono nei contratti di acquisto bilaterali, volatilità dei prezzi sul mercato elettrico e, last but not leastcambiamenti retroattivi nelle politiche incentivanti. Rischi per affrontare i quali gli operatori sempre più spesso sceglieranno di rivolgersi a soggetti terzi, appunto, le assicurazioni.

“Con l’ingresso a pieno titolo delle rinnovabili nell’industria energetica mainstream, si deve evolvere da settore innovativo nel quale i rischi erano messi in conto e incassati, a uno dove i ritorni sono più prevedibili e ci sono meno sorprese”, commenta Guy Turner, chief economist di Bloomberg New Energy Finance. “Le assicurazioni non sono una bacchetta magica – gli fa eco Juerg Trueb, direttore del settore ambiente e commodity di Swiss Re Corporate Solutions – ma mitigare i rischi nella fase di costruzione e migliorare la sicurezza del ritorno economico nella fase operativa può aiutare a rendere più redditizi i progetti di energia rinnovabile. Questo a sua volta permetterebbe al settore di attrarre investimenti nella scala necessaria per mettere il mix energetico mondiale sulla via di una maggiore sostenibilità”.

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