Credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo

Il credito d’imposta ricerca e sviluppo, sebbene possa sembrare rivolto solo a quelle imprese che svolgono attività di alta ricerca industriale, è invece pensato per tutte le imprese. Vediamo nello specifico quali sono i requisiti e i costi riconosciuti dalla norma.

FINALITA’ E BENEFICIARI

Il credito d’imposta in ricerca e sviluppo intende stimolare la spesa privata in Ricerca e Sviluppo delle imprese per innovare processi e prodotti e garantire la competitività futura.

Possono beneficiare del credito tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano nonché dal regime contabile adottato che effettuano investimenti in attività di R&S a decorrere dal periodo d’imposta 2015 e fino al 2020. In aggiunta, dal 2017, possono beneficiare del credito d’imposta le imprese che effettuino le attività di ricerca su commissione di imprese residenti o localizzate in altri Stati membri della UE, negli Stati aderenti all’accordo sullo Spazio Economico Europeo ovvero in Stati inclusi nella lista degli Stati con i quali è attuabile lo scambio di informazioni ai sensi delle convenzioni per evitare le doppie imposizioni.

Possono inoltre beneficiarne:

  • Gli enti non commerciali, con riferimento all’attività commerciale eventualmente esercitata;
  • Le imprese agricole che determinano il reddito agrario ai sensi dell’art.32 D.P.R. n.917/1986; I consorzi e le reti di imprese.

SPESE AMMISSIBILI

Sono ammissibili i costi di competenza del periodo d’imposta di riferimento direttamente connessi allo svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili, quali:

  1. i costi relativi al personale tecnico dipendente dell’impresa o in rapporto di collaborazione con la stessa, compresi gli esercenti arti e professioni, a condizione che svolga la propria attività presso le strutture della medesima impresa. E’ agevolabile il compenso corrisposto all’Amministratore anche non dipendente dell’impresa (non sono agevolabili i compensi erogati all’amministratore semplicemente preposto alla gestione dell’attività di R&S).
  2. quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio, in relazione alla misura e al periodo di utilizzo per l’attività di ricerca e sviluppo e comunque con un costo unitario non inferiore a 2.000 euro al netto dell’imposta sul valore aggiunto;
  3. spese relative a contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati, e con altre imprese, comprese le start-up innovative, diverse da quelle che direttamente o indirettamente controllano l’impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa;
  4. competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, anche acquisite da fonti esterne.

Per le imprese non soggette a revisione legale dei conti e prive di un collegio sindacale sono ammissibili, entro il limite massimo di euro 5.000, le spese sostenute per l’attività di certificazione contabile.

Per le imprese operanti nell’ambito della realizzazione di prodotti di design/moda è possibile presentare domanda anche per le materie prime nel caso di attività di sviluppo prototipia e campionario di nuovi prodotti.

 

ATTIVITA’ AMMISSIBILI

Sono ammissibili al credito d’imposta le seguenti attività di ricerca e sviluppo:

  1. lavori sperimentali o teorici svolti, aventi quale principale finalità l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o usi commerciali diretti;
  2. ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti ovvero la creazione di componenti di sistemi complessi, necessaria per la ricerca industriale, ad esclusione dei prototipi;
  3. acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati; può trattarsi anche di altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi; tali attività possono comprendere l’elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, inclusi gli studi di fattibilità, purché non siano destinati a uso commerciale; realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida;
  4. produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali.

Non si considerano attività di ricerca e sviluppo le modifiche ordinarie o periodiche apportate a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione, servizi esistenti e altre operazioni in corso, anche quando tali modifiche rappresentino miglioramenti.

 

AGEVOLAZIONE

Il credito d’imposta spetta, fino ad un importo massimo annuale di euro 5 milioni (20 milioni di euro dal 2017) per ciascun beneficiario ed è riconosciuto a condizione che la spesa complessiva per investimenti in attività di ricerca e sviluppo effettuata in ciascun periodo d’imposta in relazione al quale si intende fruire dell’agevolazione ammonti almeno ad euro 30.000 ed ecceda la media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015.

Per le imprese in attività da meno di tre periodi d’imposta, la media degli investimenti in attività di ricerca e sviluppo da considerare per il calcolo della spesa incrementale complessiva è calcolata sul minor periodo a decorrere dalla costituzione.

Il credito d’imposta, dal 2017, è riconosciuto nella misura del 50% della spesa incrementale relativa ai costi di cui  sopra riportate.

MODALITA’ DI PRESENTAZIONE E OTTENIMENTO DEL CREDITO

Il credito d’imposta va presentato  automaticamente in fase di redazione di bilancio, indicando le spese sostenute in compensazione con Modello F24 dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi sono stati sostenuti.

Sussiste l’obbligo di documentazione contabile certificata. L’obbligo di certificazione contabile della documentazione è previsto con riferimento alle imprese non soggette a revisione legale dei conti e prive di un collegio sindacale.

La documentazione va certificata entro la data di approvazione del bilancio ovvero, per i soggetti che non sono tenuti all’approvazione del bilancio, entro il termine di 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio in cui sono stati effettuati gli investimenti ammissibili.

 

 

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