Edilizia più snella con la riforma della Pubblica Amministrazione

Le Amministrazioni avranno l’obbligo di mettere online i certificati che potranno essere scaricati accelerando i tempi per le autorizzazioni

Il Ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia

Il testo che ha ricevuto l’ok del CdM costituisce il secondo step del DDL Repubblica Semplice, esaminato dal Consiglio dei Ministri a metà giugno per dare a professionisti e imprese regole certe ed uniformi per poter operare senza complicazioni.

Semplificare le procedure per l’avvio delle attività riducendo i passaggi burocratici. È l’obiettivo del DDL contenente la delega al Governo per la riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, approvato giovedì sera in Consiglio dei Ministri.

Per effetto del DDL approvato, la Pubblica Amministrazione avrà il dovere di mettere online tutti i certificati, che potranno quindi essere scaricati, con un notevole risparmio in termini di tempo e di costi.

Un’altra importante novità, illustrata dal Ministro per la Semplificazione e Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, consiste nel potere sostitutivo del Governo nei confronti delle Amministrazioni in caso di inerzia nel rilascio dei pareri. Il silenzio verrà considerato assenso dopo un’attesa di trenta giorni. In caso di discordanza di pareri tra le amministrazioni, a decidere sarà la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il processo di semplificazione passerà infine attraverso il superamento dell’uso della carta nel normale funzionamento delle amministrazioni e la ridefinizione dei processi decisionali, in cui la partecipazione degli interessati diventerà più semplice grazie all’uso delle tecnologie dell’informazione e all’applicazione del sistema pubblico dell’identità digitale.

L’iter per l’adozione di un pacchetto di semplificazioni in grado di snellire i rapporti con le amministrazioni è partito ad aprile, quando il Ministro per la semplificazione e la Pubblica Amministrazione ha lanciato la consultazione sulle “100 procedure più complicate da semplificare”. Alla consultazione hanno preso parte più di 40 mila persone. Professionisti, imprenditori, ma anche dipendenti pubblici, che hanno segnalato le difficoltà riscontrate ogni giorno nel proprio lavoro.

In particolare è emerso che è l’edilizia il settore con le procedure più complicate, con tempi lunghi per ottenere i titoli abilitativi, alto numero di enti coinvolti nel rilascio delle autorizzazioni e assenza di un riferimento normativo certo a causa di leggi statali e regionali che spesso si contraddicono tra loro.

Si va dal permesso di costruire, che si aggiudica il primo posto per lungaggini burocratiche, ai procedimenti di autorizzazione paesaggistica, troppo gravosi anche per i piccoli interventi, fino ad arrivare al caso di Comuni che chiedono l’autorizzazione sismica anche per la realizzazione dei loculi cimiteriali.

Sotto accusa anche le procedure per partecipare alle gare d’appalto,  con tempi considerati troppo lunghi per ottenere il Durc, la documentazione antimafia e le attestazioni Soa.

Dopo l’approvazione definitiva della legge, il Governo avrà a disposizione dodici mesi per adottare i decreti legislativi necessari alla riorganizzazione della Pubblica Amministrazione.

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