La sorveglianza sanitaria

La sorveglianza sanitaria è obbligatoria soltanto se espressamente prevista dalla legislazione vigente. Alle diverse ipotesi esistenti, alcune risalenti a provvedimenti degli anni ’50, si aggiungono le previsioni dello stesso T.U. che riguardano l’obbligatorietà degli accertamenti sanitari in caso di attività che espongono i lavoratori a specifici fattori nocivi (amianto, rumore, radiazioni ionizzanti, agenti chimici, cancerogeni, mutageni o biologici, movimentazione manuale dei carichi, uso di videoterminali, etc.).

La sorveglianza sanitaria deve avvenire tramite apposite visite effettuate dal c.d. medico competente. La sorveglianza sanitaria è finalizzata a valutare l’idoneità del lavoratore alle mansioni specifiche cui è destinato. Al termine degli accertamenti e in base al loro esito, spetta al medico competente decidere sull’idoneità stessa. In caso di giudizio di inidoneità alla mansione, il datore è tenuto ad adibire il lavoratore, ove possibile ad altra mansione compatibile con il suo stato di salute.

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