Novità su Fotovoltaico e crediti PA nel Decreto Competitività

Fotovoltaico

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Le novità sono contenute negli emendamenti al decreto all’attenzione delle commissioni Industria e Ambiente del Senato. Diventano tre (rispetto alle due previste dall‘articolo 26 del Dl 91/2014) le opzioni per le imprese produttrici di energia da impianti fotovoltaici.

Tre opzioni

  1. Resta immutata la possibilità di spalmare gli incentivi su 24 anni, con una riduzione modulata in base alla tabella allegata al decreto (dal 25% per un periodo residuo di 12 al 17% oltre i 19 anni).

Il meccanismo previsto dalla norma taglia bollette contenuta nel Decreto Competitività prevede che gli incentivi al Fotovoltaico vengono ridotti, dal primo gennaio 2015, con la possibilità per le aziende produttrici di scegliere fra un taglio dell’8% o per una riduzione più consistente in cambio di un allungamento del periodo di agevolazione.

In pratica, per abbassare del 10% il costo dell’elettricità, il Governo ha ridotto una serie di voci, fra le quali anche i contributi statali alle Rinnovabili, solo per gli impianti di potenza superiore a 200 KW però.

La rimodulazione partirà dal primo gennaio 2015: la tariffa incentivante per gli impianti sopra i 200 KW viene allungata da 20 a 24 anni e ridotta in base alla seguente tabella:

 tabella fotovoltaico

La riduzione degli incentivi è compensata dalla maggiore durata, che nel frattempo pesa sulle casse delle imprese del settore. Per bilanciare questo effetto negativo, è prevista per le aziende la possibilità di ricorrere a finanziamenti bancari coperti dalla garanzia della Cassa Depositi e Prestiti, per importi corrispondenti alla differenza fra la tariffa agevolata applicata fino alla fine del 2014 e quella, ridotta, che scatterà dal 2015. Gli incentivi partono dalla data di entrata in esercizio dell’impianto. Per le tariffe onnicomprensive previste dal Quinto Conto Energia, le riduzioni si applicano alla sola componente incentivante.

In alternativa, le aziende del settore possono scegliere di non allungare il periodo di agevolazione, e in questo caso il taglio degli incentivi è limitato all’8% (rispetto alle tariffe applicate prima del 25 giugno): anche in questo caso, la rimodulazione parte dal primo gennaio 2015 ma le imprese devono esercitare l’opzione entro il 30 novembre 2014, comunicandola al GSE (Gestore dei Servizi Energetici).

2.  Per il produttore che sceglie di ricevere l’incentivo su 20 anni, la tariffa è rimodulata con un primo periodo di incentivi ridotti rispetto all’attuale e un secondo periodo di incentivi incrementati “in ugual misura”; le percentuale sono stabilite dal Mise entro il 1 ottobre 2014 così da consentire, in caso di adesione di tutti, “un risparmio di almeno 600 milioni di euro all’anno per il periodo 2015-2019″ rispetto alle tariffe attuali.

3. la tariffa è ridotta di una quota degli incentivi dall’entrata in vigore del decreto per la durata residua del periodo in base a tre scaglioni:

  • 6% per impianti 200 kW-500 kW;
  • 8% per 500 kW-900 kW;
  • 10% per potenza oltre 900 kW.

Quest’ultima opzione sarà quella scelta dal Gse se non ci sarà una comunicazione dell’operatore che dovrà essere effettuata entro il 30 novembre 2014.

I produttori di energia da fonti rinnovabili che ricevono contributi possono cedere fino all’80% degli incentivi stessi a un acquirente selezionato tra i primari operatori finanziari europei.

Crediti PA

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Tra gli obiettivi più urgenti del governo Renzi c’era la certificazione, entro il 30 aprile, dei crediti vantati dalle imprese nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni. Nel disegno di legge varato dal Governo il 12 marzo scorso, è stato già previsto l’intervento del sistema bancario e della Cassa Depositi e Prestiti (CDP). Nei giorni scorsi con una lettera inviata dall’Abi al Ministero dell’Economia le banche hanno dato il via libera all’operazione, consapevoli che nel momento in cui i crediti verranno effettivamente riscossi dalle imprese, queste ne utilizzeranno gran parte per ridurre i debiti verso le banche, consentendo alle aziende stesse di accedere al contempo a nuovi finanziamenti bancari.

Essendoci stato un notevole ritardo nella fase di accreditamento delle Pubbliche Amministrazioni sulla piattaforma elettronica del MEF, è stata prevista una Proroga al 31 ottobre p.v.

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